|  |  | 

Case costruite in fabbrica: l’edilizia offsite può risolvere la carenza di abitazioni?

Costruire case in fabbrica e montarle in cantiere può ridurre i tempi di un intervento fino al 60%. È questa la promessa dell’edilizia offsite, protagonista dei Renovation Days 2026 che si sono tenuti a Milano il 21 ottobre.

Il tema tocca da vicino chiunque oggi cerchi casa. Da una parte ci sono famiglie che faticano a far quadrare mutuo o affitto con il proprio budget. Dall’altra un’offerta limitata, soprattutto di edilizia pubblica, sociale e convenzionata nelle grandi città. In mezzo, un patrimonio edilizio ampio ma spesso datato o inagibile.

L’evento, giunto alla quarta edizione e organizzato da Edera – Offsite Hub Italia presso BASE Milano con il titolo “L’Offsite italiano per la sfida della Casa”, ha messo a confronto istituzioni europee, imprese ed esperti su una domanda precisa: industrializzare il modo di costruire può aiutare a colmare la carenza di abitazioni?

Cos’è l’edilizia offsite

L’offsite è un modo di costruire in cui le parti principali dell’edificio vengono prodotte in stabilimento e poi trasportate e assemblate in cantiere. Possono essere pannelli (pareti, solai) oppure moduli tridimensionali completi, in legno, acciaio, calcestruzzo o sistemi misti.

Il cantiere diventa soprattutto un luogo di montaggio. Alcune fasi di lavoro procedono in parallelo, i processi sono più standardizzati e si riducono le lavorazioni sul posto, comprese quelle in quota.

“Il risultato è una maggiore prevedibilità di tempi e costi, con meno disagi durante gli interventi e una disponibilità anticipata degli alloggi”, ha spiegato Thomas Miorin, amministratore delegato di Edera, impresa sociale senza scopo di lucro promossa da Near Sgr, Fondazione Housing Sociale e ANCE.

Quando lo stesso approccio si applica a edifici esistenti si parla di riqualificazione industrializzata, nota anche come modello EnergieSprong: facciate, coperture e impianti vengono preparati in fabbrica e installati sul condominio in tempi brevi.

Non è il prefabbricato degli anni Sessanta

A chi non lavora nel settore, l’offsite può ricordare i vecchi palazzi prefabbricati. In realtà si tratta di due cose molto diverse.

“La prefabbricazione pesante arrivata in Italia negli anni Sessanta si basava su pochi sistemi chiusi e rigidi, che tendevano a ripetere gli stessi edifici senza adeguata varietà, qualità architettonica e prestazionale”, ha ricordato Laura Pellegrinelli, responsabile del progetto EnergieSprong Milano.

Oggi la progettazione digitale e i sistemi aperti e flessibili permettono di lavorare velocemente riducendo scarti ed errori, senza rinunciare alla qualità e alla varietà architettonica. Secondo Pellegrinelli, sulla stessa tipologia di edifici residenziali pubblici sono arrivati progetti industrializzati molto diversi tra loro per materiali, tecnologie, prestazioni e resa estetica, adattati ai diversi contesti urbani.

Eric Aurenche, ceo di EnergieSprong Global Alliance, inquadra l’offsite nei cosiddetti Moderni Metodi di Costruzione: un’innovazione che va dalla digitalizzazione all’automazione e porta un settore rimasto a lungo artigianale verso un approccio industriale.

I numeri: quanto si risparmia

Secondo l’instant report “Edilizia Offsite per il Piano Casa”, presentato durante i Renovation Days, i vantaggi sono concreti:

  • Riqualificazione di condomini: tempi ridotti dal 40% al 60% e costi fino al 15% in meno.
  • Riqualificazione energetica abbinata a quella antisismica: risparmi fino al 30%.
  • Nuova costruzione: tempi ridotti dal 20% al 50% rispetto ai metodi tradizionali, a parità di prestazioni.

Il risparmio sui costi cresce con la ripetizione degli interventi: più edifici simili si realizzano, più il processo diventa efficiente. Per le nuove costruzioni, ha precisato Miorin, il vantaggio economico dipende proprio dai volumi e dall’esperienza maturata.

Il modello sta già crescendo anche in Italia. Secondo i dati cumulativi di Edera, le unità abitative riqualificate con il modello EnergieSprong sono passate da 5 nel 2022 a 1.533 nel 2026.

Europa e Piano Casa: servono più abitazioni, più in fretta

Secondo la Commissione europea, nell’Unione servono oltre due milioni di abitazioni l’anno, circa 650mila in più di quelle costruite oggi. In Italia il fabbisogno aggiuntivo è stimato tra 100mila e 150mila case l’anno, con investimenti extra a livello europeo per circa 150 miliardi di euro l’anno.

Per rispondere, la Commissione ha presentato il 16 dicembre 2025 l’Affordable Housing Plan, il piano per gli alloggi a prezzi accessibili. Si basa su quattro pilastri: aumentare l’offerta di alloggi puntando su produttività e innovazione nelle costruzioni, mobilitare gli investimenti, offrire un sostegno immediato accompagnato da riforme strutturali e tutelare i gruppi più colpiti.

Con la Raccomandazione del 9 settembre 2026 sulle aree sotto pressione abitativa, la Commissione invita inoltre le autorità a favorire gli alloggi realizzati con i Moderni Metodi di Costruzione, come ha spiegato Pieter Staelens, responsabile del settore Competitive Construction della Commissione.

In Italia il Piano Casa punta a circa 100mila alloggi in dieci anni, partendo da circa 60mila case popolari oggi non assegnabili. Il nodo sono i costi: quelli di costruzione sono cresciuti del 21% tra il 2020 e il 2025 e nel 2026 continuano a salire per effetto della crisi energetica.

Per questo Edera – Offsite Hub Italia propone di lanciare entro il 2030 un programma pilota nazionale su gruppi di edifici simili, con l’obiettivo di usare soluzioni offsite per il 20% delle nuove costruzioni e delle riqualificazioni profonde finanziate dal Piano Casa. Secondo Miorin servono anche incentivi fiscali per gli investimenti in digitalizzazione e industrializzazione e una domanda pubblica pluriennale e prevedibile, con particolare attenzione all’edilizia sociale per studenti, anziani e lavoratori.

Cosa cambia per chi compra, vende o vive in condominio

L’offsite non cambierà il mercato dall’oggi al domani, ma è una tendenza da seguire con attenzione. Ecco cosa può significare, in concreto, per i nostri clienti.

Chi cerca casa: più alloggi costruiti in tempi certi significa, nel medio periodo, un’offerta più ampia, soprattutto nel segmento a prezzi accessibili, dove oggi la domanda supera di molto le case disponibili.

Chi vive in un condominio datato: la riqualificazione industrializzata riduce durata e disagi dei cantieri. Interventi energetici e antisismici fatti in poche settimane, anziché in mesi, possono rendere più facile mettere d’accordo l’assemblea.

Chi vende: un immobile in un edificio riqualificato, efficiente e sicuro si presenta meglio sul mercato. La classe energetica e lo stato dell’edificio pesano sempre di più nelle scelte degli acquirenti.

In Unicasa seguiamo da vicino queste novità perché incidono sul valore degli immobili e sulle opportunità di chi vuole comprare o vendere. Se state valutando un acquisto, una vendita o vi chiedete quanto vale oggi la vostra casa, contattateci: ne parliamo insieme.

Fonte

Questo articolo è una rielaborazione a cura di Unicasa dell’articolo “Case costruite in fabbrica, l’edilizia offsite come risposta al deficit abitativo”, pubblicato da idealista.it il 23 ottobre 2026. Dati e dichiarazioni sono tratti dall’articolo originale.
Leggi l’articolo originale: https://www.idealista.it/news/immobiliare/costruzioni/2026/10/23/487060-case-costruite-in-fabbrica-l-edilizia-offsite-come-risposta-al-deficit-abitativo

Condividi

Articoli simili

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *