Spostare la data del rogito: quando è possibile e cosa sapere
Nel percorso di compravendita immobiliare, il rogito rappresenta il momento decisivo. Tuttavia, non sempre tutto fila liscio: ritardi burocratici, problemi con il mutuo o imprevisti personali possono rendere necessario posticipare la data fissata.
Ma è davvero possibile spostare il rogito? E cosa si rischia?
Si può spostare la data del rogito?
La risposta è sì, ma a una condizione fondamentale: serve l’accordo tra le parti.
Secondo quanto riportato da Idealista, nella maggior parte dei casi la data indicata nel contratto preliminare non è rigida, ma indicativa, e può quindi essere modificata senza particolari problemi se venditore e acquirente sono d’accordo.
La soluzione più semplice è formalizzare il rinvio con una:
- scrittura privata integrativa
- oppure un accordo scritto tra le parti
In questo modo si evita qualsiasi contestazione futura.
Attenzione ai “termini essenziali”
Non tutte le date sono uguali. La possibilità di rinviare dipende da come è stata formulata la scadenza nel compromesso.
Esistono due casi principali:
- Termine ordinatorio: la data è flessibile (es. “entro il…”). In questo caso, un piccolo ritardo è generalmente tollerato
- Termine essenziale: indicato con formule come “entro e non oltre…”. Qui la data è vincolante
Se si tratta di un termine essenziale, il mancato rispetto può portare a conseguenze serie, come:
- risoluzione del contratto
- perdita della caparra
Quali sono i motivi validi per rinviare
Non tutti i ritardi sono uguali. Alcuni sono considerati giustificati e normalmente accettati.
Tra i più comuni:
- ritardi nell’erogazione del mutuo
- problemi catastali o documentali
- imprevisti burocratici
- necessità legate al trasloco
Se il motivo è oggettivo e dimostrabile, è più facile trovare un accordo senza conflitti.
Cosa succede se non c’è accordo
Le cose si complicano quando una delle parti non accetta di spostare la data.
In questo caso, la parte “corretta” può:
- inviare una diffida ad adempiere
- fissare un nuovo termine (di solito almeno 15 giorni)
- chiedere la risoluzione del contratto se l’altra parte non si presenta
Inoltre, se il ritardo non è giustificato, si rischiano:
- perdita della caparra
- richiesta di risarcimento danni
Quante volte si può rinviare il rogito?
Non esiste un limite preciso.
Finché c’è accordo tra venditore e acquirente, la data può essere spostata anche più volte. Tuttavia, è importante tenere conto di alcuni limiti pratici e legali, come:
- validità della trascrizione del preliminare (3 anni)
- prescrizione dei diritti (10 anni)
Chi decide la data del rogito
La data viene generalmente stabilita di comune accordo, ma nella pratica è spesso l’acquirente ad avere maggiore influenza, perché:
- sceglie il notaio
- coordina eventuale mutuo con la banca
Cosa cambia per chi compra o vende casa
Il consiglio principale è uno: prevenire è meglio che gestire un problema.
Prima di fissare il rogito:
- verifica tempi del mutuo
- controlla tutta la documentazione
- evita scadenze troppo strette
E se serve rinviare, agisci subito e metti tutto per iscritto.
La fonte
Le informazioni sono tratte da Idealista, che evidenzia come lo spostamento della data del rogito sia possibile ma strettamente legato alla natura del termine e all’accordo tra le parti.
